criteri


  La dicitura "Guida" si riferisce al testo "Nuovo soggettario. Guida al sistema italiano di indicizzazione per soggetto"



  Standard e altri riferimenti


  Raccolta dei termini per il Thesaurus


  Modello strutturale


  Categorie e faccette


  Note e altri elementi


   Per aggiornamenti successivi: Novità


 

STANDARD E ALTRI RIFERIMENTI

  1. Standard internazionali e nazionali

    • ISO 5963-1985 - International Organization for Standardization, Documentation, methods for examining documents, determining their subjects, and selecting indexing terms. Documentation, mèthodes pour l'analyse des documents, la détermination de leur contenu et la sélection des termes d'indexation. [Geneva]: International Organization for Standardization, 1985


    • ISO 5964-1985 - International Organization for Standardization, Documentation, guidelines for the establishment and development of multilingual thesauri. [Geneva]: International Organization for Standardization, 1985


    • ISO 2788-1986 - International Organization for Standardization, Documentation, guidelines for the establishment and development of monolingual thesauri. Documentation, principes directeurs pour l'établissement et le développement de thesaurus monolingue. [Geneva]: International Organization for Standardization, 1986


    • ANSI/NISO Z39.19-2005 - American National Standards Institute. National Information Standards Organization, Guidelines for the Construction, Format, and Management of Monolingual Controlled Vocabularies.


    • BS 8723-1:2005 - British Standards Institution, Structured vocabularies for information retrieval. Guide. Part 1: Definitions, symbols and abbreviations. London: BSI, 2005.


    • BS 8723-2:2005 - British Standards Institution, Structured vocabularies for information retrieval. Guide. Part 2: Thesauri. London: BSI, 2005.


    • BS 8723-3:2007 - British Standards Institution, Structured vocabularies for information retrieval –Part 3 : Vocabularies other than thesauri (Schémas de classification, Schémas de classification d’ctivités pour le RM, Taxonomies, Schémas de vedettes-matières, Ontologies (uniquement la partie vocabulaire), Listes d’utorité). London: BSI, 2007


    • BS 8723-4:2007 - British Standards Institution, Structured vocabularies for information retrieval –Part 4 : Interoperability between vocabularies. London: BSI, 2007


    • BS 8723-5: 2008 - British Standards Institution, Structured vocabularies for information retrieval –Part 5 : Exchange formats and protocols for interoperability. London: BSI, 2008

    • ISO 25964-1: 2011 - International Organization for Standardization, Information and documentation -- Thesauri and interoperability with other vocabularies -- Part 1: Thesauri for information retrieval. [Geneva]: International Organization for Standardization, 2011

  2. Altri riferimenti

    • International Federation of Library Associations and Institutions, Working group on guidelines for subject authority files, Guidelines for subject authority and reference entries. München [etc]: K. G. Saur, 1993.


    • International Federation of Library Associations and Institutions, Study group on the functional requirements for bibliographic records, Functional requirements for bibliographic records. Final report. München: K. G. Saur, 1998.


    • Principles underlying subject heading languages (SHLs), edited by Maria Inês Lopes and Julianne Beall. München: K. G. Saur, 1999.


    • Associazione italiana biblioteche, GRIS-Gruppo di ricerca sull'indicizzazione per soggetto, Guida all'indicizzazione per soggetto. Roma: AIB, rist. 2001. http://www.aib.it/aib/gris/gris.htm.


    • International Federation of Library Associations and Institutions, Working Group on Guidelines for Multilingual Thesauri, Classification and Indexing Section, Guidelines for Multilingual Thesauri.


    • Soggettario per i cataloghi delle biblioteche italiane, a cura della Biblioteca nazionale centrale di Firenze, Firenze, Stamperia Il cenacolo, 1956.


    • Regole italiane di catalogazione: REICAT, a cura della Commissione permanente delle regole italiane di catalogazione, Roma: ICCU, 2009.


 

Raccolta dei termini per il Thesaurus

I termini del Thesaurus si possono distinguere, riguardo alle modalità di raccolta (cfr. Guida, § 5.2), in vari gruppi:

  1. Termini inseriti nella fase prototipale (2004-2006), contenuti in un Elenco base iniziale (EB) costituito da:

    • termini degli Aggiornamenti BNI 1999-2005 (non pubblicati)
    • termini degli Aggiornamenti BNI 1986-1998 (pubblicati);
    • termini di biblioteconomia, bibliografia, ecc., individuati nel Soggettario (1956) e negli Aggiornamenti BNI 1956-1985;
    • termini provenienti dal Soggettario o dagli Aggiornamenti BNI 1956-1985, ritenuti particolarmente obsoleti e bisognosi di revisione;
    • termini impiegati nella sperimentazione della sintassi.

  2. Termini inseriti successivamente alla fase prototipale (2007-....):

    • termini provenienti dal Soggettario (1956) e dagli Aggiornamenti BNI 1956-1985, impiegati nell’indicizzazione corrente, proposti da:

      • Bibliografia nazionale italiana (BNI)
      • Agenzie catalografiche e altre Istituzioni che collaborano al progetto

    • termini totalmente nuovi, impiegati nell’indicizzazione corrente, proposti da:

      • Bibliografia nazionale italiana (BNI)
      • Agenzie catalografiche e altre Istituzioni che collaborano al progetto

  3. Termini aggiunti per le relazioni semantiche:

    • Bibliografia nazionale italiana (BNI)
    • Agenzie catalografiche e altre Istituzioni che collaborano al progetto


Termini non appartenenti ai nomi comuni inseriti nel Thesaurus

Fra i termini raccolti con le modalità indicate ai punti 1) – 3), sono inclusi anche nomi riferibili a entità individuali:

  1. Nomi di categorie di persone appartenenti a sette e ordini religiosi (es.: Amish, Francescani <Religiosi>, Pentecostali)

  2. Nomi di guerre, battaglie e altri eventi e processi storici

  3. Nomi che individuano classi di specifici e ricorrenti eventi sportivi, culturali, ecc. (es.: Olimpiadi)

  4. Nomi che individuano classi di oggetti di specifiche marche e modelli (es.: Carri armati Tiger).


 

MODELLO STRUTTURALE


Struttura del vocabolario (cfr. Guida § 3.4)


Il vocabolario, organizzato principalmente in base all'ordine alfabetico, necessita di una struttura classificatoria, per:

raggruppare i termini in base al loro significato, mediante le relazioni semantiche, in modo da facilitare la ricerca e il ricupero dell'informazione;

permettere la costruzione, il mantenimento e l'aggiornamento della terminologia.


Relazioni semantiche (cfr. Guida, § 3.4.1)

Le relazioni semantiche tra termini, definite a priori, ossia valide sempre, a prescindere dal contesto nel quale i termini sono impiegati, costruiscono una rete tra tutti i termini del vocabolario. La rete permette:

  1. di visualizzare, per ogni termine, l'insieme di tutti i termini correlati;

  2. di "navigare" la struttura spostandosi dal primo termine al quale si accede a tutti gli altri termini legati;

  3. di accedere al vocabolario da un termine non usato per l'indicizzazione, ma ritenuto utile per l'accesso;

  4. di visualizzare e scorrere le strutture del vocabolario controllato sfruttando le sue capacità "classificatorie"

Nel Nuovo soggettario, ogni termine ha almeno una relazione semantica.


Relazione di equivalenza (cfr. Guida, § 3.4.1.2)

Detta anche sinonimica, si stabilisce tra due o più termini che hanno lo stesso significato e soltanto uno è quello preferito.

Si individuano essenzialmente due tipi di relazioni di equivalenza:

  1. la relazione di equivalenza propriamente detta, ossia tra termini che sono considerati sinonimi anche nel linguaggio naturale;

  2. la relazione di quasi sinonimia, ossia tra termini che nel linguaggio naturale hanno diverso significato, ma che, ai fini dell'indicizzazione, sono trattati come sinonimi.


Relazioni gerarchiche (cfr. Guida, § 3.4.1.3)

Costituiscono la struttura portante del vocabolario; legano reciprocamente due termini, dando luogo a un rapporto di inclusione, che va dal termine più generale a quello più specifico.

Due termini possono essere legati da una relazione gerarchica solo se appartengono alla stessa categoria.

Si individuano tre tipi di relazione gerarchica:

  1. Relazione generica: stabilisce una relazione tra un genere e le sue specie.

  2. Relazione parte-tutto: considerata di solito una relazione di tipo sintattico, in alcuni casi (quando la parte implica l'intero), viene trattata come relazione semantica.

  3. Relazione esemplificativa: stabilisce il legame tra una classe, espressa da un nome comune, e un esempio individuale di questa classe, espresso da un nome proprio.


Poligerarchia (cfr. Guida, § 3.4.2)

Il vocabolario del Nuovo soggettario è poligerarchico, cioè ammette che certi termini possano avere più di un termine sovraordinato.

Tuttavia, la poligerarchia nel Nuovo soggettario viene applicata con moderazione (poligerarchia temperata) e con particolari cautele. Per controllare la formazione delle poligerarchie, si applicano, nell'ordine, le seguenti procedure:

  1. si verifica, che ciascuna gerarchia risponda ai requisiti semantici stabiliti dai principi generali della gerarchia;
  2. si verifica l'eventuale "prevalenza"di una delle gerarchie ammissibili rispetto alle altre, sulla base dell'ordine di preferenza stabilito tra le faccette cui le gerarchie appartengono;
  3. accertati i punti precedenti, si verifica l'effettiva utilità ed efficacia della poligerarchia, eliminando eventuali relazioni gerarchiche ridondanti;
  4. si verifica, infine, se il termine rientra in uno dei casi stabiliti per scegliere la gerarchia preferita, come quelli suggeriti nella parte conclusiva del paragrafo 3.4.2 della Guida;
  5. le relazioni sottese alle gerarchie che, a seguito delle verifiche di cui ai punti precedenti, risultano "soccombenti"possono essere indicate per mezzo della relazione associativa.

Relazione associativa (cfr. Guida, § 3.4.1.4)

Considerata residuale rispetto alle prime due, si ha quando due termini sono legati da una relazione definitoria, diversa tuttavia dalla relazione di equivalenza e da quella gerarchica. Questa relazione collega sia termini appartenenti alla stessa categoria sia, più frequentemente, termini appartenenti a categorie diverse.

È trattata come una relazione reciproca, soprattutto per motivi di struttura e di navigazione.

 

Metodo di costruzione del vocabolario: modello ad àncora (cfr. Guida, § 5.5.6)


Il modello di rete è di norma costituito dai seguenti elementi:

  1. il termine di partenza;

  2. i suoi termini sovraordinati, fino al top term (relazioni gerarchiche);

  3. i suoi termini associati (relazioni associative);

  4. per ciascun termine associato, i suoi termini sovraordinati, fino al top term (relazioni gerarchiche).

Tuttavia nel prototipo del Nuovo soggettario, è stato adottato un modello di costruzione più leggero ed "economico" denominato modello ad àncora, per la sua somiglianza con la forma di un'àncora. Pertanto nel Thesaurus sono presenti provvisoriamente alcuni termini orfani, cioè termini non legati al proprio sovraordinato. Questo modello semplificato è costituito dai seguenti elementi:

  1. il termine di partenza

  2. i suoi termini sovraordinati, fino al top term (relazioni gerarchiche)

  3. i suoi termini associati (relazioni associative) che, solo per il momento, possono essere orfani.

Il modello può essere rappresentato con il seguente diagramma:



In futuro, in fase di implementazione del Thesaurus, i termini orfani potranno essere completamente strutturati.



 

CATEGORIE E FACCETTE


Aspetti generali(cfr. Guida, § 3.4.4)

La macrostruttura del vocabolario è definita dalle categorie, dalle faccette e dalle sottofaccette.

Esse hanno due funzioni fondamentali:

raggruppare i termini del linguaggio in unità più piccole rispetto all'universo terminologico di partenza, in modo da rendere più agevoli tutte le operazioni successive

individuare le classi fondamentali nelle quali è articolato il vocabolario su basi strettamente definitorie

Categorie e faccette sono state assunte con i seguenti significati:

Categorie èi quattro maggiori raggruppamenti in cui sono organizzate le classi generali (faccette). Non coincidono con i top term, ad eccezione della categoria Tempo. Definiscono il contesto delle possibili poligerarchie.

Faccette è le classi che individuano caratteristiche condivise da un gruppo di termini. In genere, corrispondono ai top term.

Sottofaccette è le sottoclassi. Possono essere indicate da termini preferiti o da etichette di nodo. Rappresentano comunque un'utile indicazione per la costruzione delle gerarchie. In qualche caso, corrispondono ai top term. Le sottofaccette possono prevedere ulteriori articolazioni, costituite anch'esse da termini preferiti oppure da etichette di nodo. (cfr. Guida, § 3.2 e 3.4.4).


Le connessioni ed eventuali sovrapposizioni tra le varie categorie e faccette sono gestite nel vocabolario mediante le relazioni semantiche, sia gerarchiche che associative. Per i criteri di preferenza, individuati per alcune di loro, cfr. Guida, § 3.4.2, 3.4.3. e 3.4.4.

Nel prototipo, le etichette di nodo vengono impiegate spesso empiricamente, per dare un ordine più chiaro e leggibile alla struttura gerarchica, e solo in qualche caso in modo sistematico. Di conseguenza, le sottofaccette che ne risultano (espresse dalle etichette di nodo), non sempre hanno il requisito di essere "utualmente esclusive" ossia di rappresentare una sola caratteristica di divisione.


 

Definizioni


Agenti (cfr. Guida, § 3.4.4.2.1)

Contiene tutti i concetti che presentano la caratteristica di poter essere agenti di azioni, di avere una volontà, singola o collettiva, capace di azioni. Comprende le faccette:

v  Organismi (cfr. Guida, § 3.4.4.2.1.1)

  Gli organismi viventi, le loro parti (la loro anatomia), i raggruppamenti di organismi come greggi, mandrie, alveari, ecc. esclusi quelli umani, che, in quanto entità sociali, si trovano nella faccetta Persone e gruppi.

v  Organizzazioni (cfr. Guida, § 3.4.4.2.1.2)

  Le organizzazioni o parti di organizzazioni, intendendo per organizzazione qualunque complesso organizzato, in maniera più o meno formale, di risorse e persone, dotato di regole per il conseguimento di uno scopo, sia esso economico, politico, sociale, scientifico o di altra natura.

v  Persone e gruppi (cfr. Guida, § 3.4.4.2.1.3)

  Gli insiemi di persone che non danno luogo ad alcuna organizzazione, né permanente né temporanea. Dal punto di vista classificatorio, due sono le faccette individuate: quella dei "gruppi sociali"(p.e., Comunità, Minoranze, Gruppi politici, ecc.) e quella delle persone identificate in base a una specifica caratteristica. Si può creare sovrapposizione quando non è possibile distinguere le due tipologie concettuali. Per esempio, il termine Medici sta a indicare sia le singole persone che esercitano tale professione, sia il gruppo sociale individuato da quella condizione professionale. Per questo, la faccetta corrisponde, con qualche approssimazione, a quanto indicato con l'espressione "gruppi sociali"


Azioni (cfr. Guida, § 3.4.4.2.2)

Contiene tutti i concetti che rappresentano tipologie dell'agire. Comprende le faccette:

v  Attività (cfr. Guida, § 3.4.4.2.2.1)

  Le azioni dotate di un agente diretto chiaramente individuabile.

v  Discipline (cfr. Guida, § 3.4.4.2.2.2)

  Le azioni che presentano come caratteristiche principali: a) una forte componente di ricerca nelle loro attività b) una finalità di accumulo e diffusione di conoscenze; c) una struttura organizzativa più o meno formalizzata (centri di ricerca, istituti universitari, pubblicazioni scientifiche, ecc.), che fa da supporto a questo tipo di attività.

v  Processi (cfr. Guida, § 3.4.4.2.2)

  Le azioni non provocate da un singolo agente (persona o organizzazione), ma da una causa, naturale o sociale, oppure da azioni o movimenti collettivi. Casi tipici: i processi biologici (p.e., le malattie) e i processi sociali (p.e., i movimenti culturali).


Cose (cfr. Guida, § 3.4.4.2.3)

Comprende i concetti che si riferiscono sia a cose concrete, tangibili (materia, oggetti, strutture), sia a cose astratte (gli strumenti e le forme della comunicazione). Comprende le faccette:

v  Materia (cfr. Guida, § 3.4.4.2.3.1)

Sia la materia intesa nel senso più generale (struttura, proprietà e stato fisico), sia i materiali.

I materiali comprendono:

  1. gli elementi chimici

  2. le sostanze, considerate in base alla loro composizione (aggregati, composti, ecc.)

  3. prodotti, cioè tutti quei materiali che hanno subito una qualche trasformazione, ma che non sono ancora oggetti.

v  Oggetti (cfr. Guida, § 3.4.4.2.3.2)

  Le cose che hanno una forma precisa, tangibile, e sempre finita (anche di dimensioni molto grandi) e che sono comunque, almeno potenzialmente, mobili. La faccetta Oggetti presenta molti casi di sovrapposizione con altre faccette: con Materia, con Forme e soprattutto con Strutture.

v  Spazio (cfr. Guida, § 3.4.4.2.3.3)

  I concetti di estensione, ma non le entità che occupano tale estensione; lo spazio deve essere l'elemento fondamentale e, in linea di massima, non deve essere sovrapposto ad altri aspetti. Nel caso che vi siano sovrapposizioni derivate da caratteristiche secondarie diverse (p.e., organizzative), i concetti saranno spostati nella categoria o faccetta a cui queste caratteristiche appartengono.

v  Strumenti (cfr. Guida, § 3.4.4.2.3.4)

  Cose, elementi, situazioni e strumenti astratti, che costituiscono il mezzo per ottenere qualcosa. Non comprende tutti i concetti che hanno funzioni strumentali (anche gli Oggetti potrebbero essere considerati strumenti), ma solo gli strumenti "astratti" o quelli la cui componente oggettuale è secondaria, come, per esempio, gli "atti" che sono uno strumento, giuridico o meno, al quale corrisponde un fatto documentale, cartaceo o di altra natura.

v  Forme (cfr. Guida, § 3.4.4.2.3.5)

  L'aspetto esteriore, le rappresentazioni, le manifestazioni di entità oggettuali, astratte o frutto della creatività e della fantasia, comprese le forme della comunicazione (p.e., letterarie, musicali, ecc.) che possono avere anche una componente documentale.

  Le "forme della comunicazione" cioè i modi per mezzo dei quali avviene la comunicazione umana, comprendono sia "generi" che "documenti" e costituiscono la parte prevelente della faccetta. Vi rientrano i modi concreti (forma fisica - oggetto della forma) o astratti (forma del trattamento intellettuale - messaggio della forma) dei documenti, spesso non separabili. Infatti concetti come "enciclopedie" o "romanzi" si riferiscono sia alla forma fisica sia alla forma dell'organizzazione concettuale del documento. Per questo, alcuni termini della faccetta possono essere usati sia per indicizzare il tema principale del documento sia per esprimerne la forma fisica o intellettuale.

v  Strutture (cfr. Guida, § 3.4.4.2.3.6)

  Tutti i manufatti che occupano uno spazio in maniera stabile, che non sono cioè mobili, anche se l'occupazione può essere temporanea (come nel caso dei Cantieri) e anche se possono essere abbattuti, una volta venuta meno la loro utilità.

Tempo (cfr. Guida, § 3.4.4.2.4)

È contemporaneamente una categoria, una faccetta e un top term.

v  Tempo

  Considerato come faccetta, indica uno svolgimento cronologico. Vi rientrano due diversi tipi di concetti: quelli puramente cronologici, nei quali il tempo costituisce la caratteristica esclusiva, p.e., gli intervalli di tempo (Mesi, Giorni, ecc.); quelli per i quali il tempo, pur rappresentando la caratteristica fondamentale, si sovrappone ad altre caratteristiche, come quella di "avvenimento"(p.e., i periodi storici, le ricorrenze), o di "attività"(p.e., i periodi politico-amministrativi, storico artistici, religiosi, ecc.). Queste caratteristiche secondarie indicano anche le potenziali sovrapposizioni con altre faccette.


 

NOTE E ALTRI ELEMENTI
Note

Contengono informazioni aggiuntive sul termine espresse, a seconda della loro natura e scopo, in note di definizione, note d'ambito, note storiche, note sintattiche.

Definizione (cfr. Guida, § 3.3.5.1 e 5.4.5.1)

Si usa per termini di ambito tecnico e settoriale così specifico da rendere utile una definizione del loro significato oppure, quando convivono, come preferiti, termini dal significato affine, benché non equivalenti.

Non va confusa con la nota d'ambito, all'interno della quale, tuttavia, possono essere comprese delle definizioni.

Dopo la definizione, è indicata, fra parentesi, la sigla del dizionario o repertorio da cui è tratta.

Nota d'ambito (cfr. Guida, § 3.3.5.2 e 5.4.5.2)

Detta anche scope note (SN), restringe o espande il significato di un termine, distingue tra due termini che hanno significati sovrapposti nel linguaggio naturale, oppure fornisce indicazioni sull'impiego semantico di un termine. Non deve necessariamente contenere una definizione completa del termine, ma deve chiarire con quale significato il termine viene acquisito all'interno del vocabolario.

Dopo la nota d'ambito, è indicata talvolta, fra parentesi, la sigla del dizionario o repertorio da cui è tratta.

Nota storica (cfr. Guida, § 3.3.5.3 e 5.4.5.3)

Individuata dalla sigla HN, indica che il termine scelto come preferito ha una diversa forma o significato negli strumenti preesistenti.

Può indicare:

  • differenze di forma o di numero con termini preesistenti sostituiti, in tutto o in parte, dal nuovo termine preferito

  • differenze di significato del termine preferito rispetto all'impiego avuto negli strumenti preesistenti

  • frequenza d'uso del termine sostituito negli strumenti preesistenti

  • se il termine preferito faceva parte in passato di un termine composto

  • in quali termini un termine composto non più accettato è stato scomposto

  • se il termine era previsto da una formula con l'"etc."(voci esemplificative) (cfr. Guida, § 5.4.5.3.8)

  • altre informazioni storiche (cfr. Guida, § 5.4.5.3.4)

Le fonti utilizzate all'interno delle note storiche sono: Soggettario; BNI 1956-1985; BNI 1986-1998; BNI 1999-2005; BNI non registr.; BNCF [OPAC polo BNCF, ma non BNI].

Nota sintattica (cfr. Guida, § 4.5 e 5.4.5.4)

Svolge una funzione di aiuto nell'analisi dell'enunciato e nell'applicazione delle norme sintattiche generali, mediante un'istruzione specifica relativa all'impiego del termine nella stringhe di soggetto.

Altri elementi

DDC (cfr. Guida, § 5.4.6)

Nel prototipo, la maggior parte dei termini strutturati sono corredati di un numero di classificazione tratto dalla Classificazione decimale Dewey (ed. 21. e ed. 22.). In questa fase, si è scelto di associare a ciascun termine un unico numero di classificazione.

Fonte (cfr. Guida, § 5.4.7)

Individua il vocabolario di indicizzazione, i repertori e lo schema di classificazione da cui i termini sono stati derivati o su cui sono stati controllati.
Il controllo effettuato sulla fonte riguarda la morfologia del termine; mentre, la fonte utilizzata per chiarire il significato del termine è indicata nella nota di definizione o nella nota d'ambito.
Viene assegnata ai termini preferiti, alle varianti storiche e, generalmente, anche ai termini non preferiti. Le fonti possono essere:

catalografiche (Soggettario e Aggiornamenti; Thesauri e Classificazioni) (cfr. Guida, Appendice B, § B.1.2.14)

lessicografiche/repertoriali. Indicano, in ordine di preferenza, i principali dizionari e repertori, sia generali che specializzati, in cui il termine è stato controllato ai fini della sua validazione (cfr. Guida, Appendice B)

Dati gestionali

  • Agenzia catalografica / proponente

    L'agenzia o la biblioteca che ha proposto e/o strutturato il termine. Fino all'ggiornamento di settembre 2008 la sigla indica solo la BNI (Bibliografia nazionale italiana), dal 2009 anche altre biblioteche o agenzie che collaborano all’rricchimento del Thesaurus.

  • Status del record

    Indicazione dello status di lavorazione del termine utilizzando le sigle e i simboli di ambito gestionale (cfr. Guida, § 5.4.8)

  • Identificativo

    Numero automaticamente assegnato ai termini al momento del loro inserimento nel data base.